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28 Novembre 2007

Annapolis... come la mettiamo??

Un misto di sensazioni, emozioni completamente diverse hanno accompagnato questo "evento", nonostante le proteste di schieramenti e paesi che si sono opposti, nonostante la parola d'ordine fosse "fallire" alla fine qualcosa di nuovo è successo, almeno il minimo che si poteva ottenere, una proposta di pace a venire, entro il 2008. Annapolis non sarà ricordata come la città della pace definitiva fra Israele e Palestina, ma non verrà di certo scordata. Non succedeva da Camp David che i due rappresentanti maggiori di questi stati in eterna lotta si incontrassero così apertamente per discutere di un processo lungo e difficoltoso come la fine di una guerra che dura da più di cento anni....Olmert e Abu Mazen, ma anche diplomatici Siriani, dell'Arabia, di oltre 50 paesi differenti, hanno contribuito a dare con  questo summit qualche speranza in più al popolo palestinese e a una pace mediorientale ancora distante, troppo. Mettere da parte le vecchie discussioni quali i profughi, Gerusalemme e le offese, è il cammino più giusto e sicuramente quello più indicato a raggiungere uno scopo, la pensa esattamente come me un noto scrittore israeliano, penso sia anche nobel, ma di cui mi sfugge il nome. I punti sono esattamente quelli che i capi di stato debbono intraprendere, litigando su storie ormai passate e senza soluzione non si arriverà mai da nessuna parte. Ma si raggiungerà mai una pace? I palestinesi potranno finalmente avere una propria patria coesistendo con gli israeliani? e ancora, i palestinesi e gli israeliani getteranno le armi? domande che si sono posti tutti, domande a cui tutti, prima di Annapolis, rispondevano con un sonoro "no", ma a cui perfino i più scettici faranno fatica a rispondere ora... speriamo solo che non ci si debba ricredere troppo in fretta, speriamo che non sia una falsa illusione come fu Camp David, speriamo che davvero un processo di pace, lungo e difficile lo sappiamo, venga intrapreso SERIAMENTE da entrambi i fronti e che non si torni più indietro, dopotutto troppe generazioni sono nate e cresciute sotto la prima e la seconda intifada, sotto le bombe israeliane (ma anche palestinesi, non si scordi l'altra parte) o guardando un muro di cemento armato che ostacola la vista.... hola amigos...

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